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Domande e risposte su pensioni, fisco e famiglia
Sostegni e assistenza · Domanda n. 6

Cosa cambia per l'indennità di accompagnamento dopo i 65 anni?

Domanda frequente ·
Risponde la Redazione Aleron
Sostegni · 5 minuti di lettura

L'importo e le regole economiche restano le stesse: 551,53 euro al mese nel 2026, senza limiti di reddito. Cambia il criterio sanitario, che non guarda più la capacità di lavoro ma le funzioni proprie dell'età.

In breve
  • Nel 2026 l'indennità di accompagnamento vale 551,53 euro al mese, per 12 mensilità.
  • Non ci sono limiti di reddito né di età, ed è esente da IRPEF.
  • Dopo i 65 anni la commissione non valuta più la capacità di lavoro, ma le difficoltà nelle funzioni proprie dell'età.
  • Il pagamento si sospende durante un ricovero gratuito in struttura che dura più di 29 giorni.
Un figlio aiuta il padre anziano, seduto in poltrona, a infilarsi le scarpe.
Fotografia illustrativa. Le persone ritratte non sono collegate ai casi descritti nell'articolo.

Un padre che a ottant'anni non riesce più a vestirsi da solo, una madre che dopo una caduta non cammina senza qualcuno accanto. Spesso è in questo momento che i figli sentono parlare per la prima volta dell'indennità di accompagnamento, e le domande si accavallano: serve un reddito basso? Conta l'età? Che cosa cambia rispetto a chi la chiede da giovane? La risposta breve è che i soldi sono gli stessi per tutti; a cambiare, superati i 65 anni, è il modo in cui si valuta chi ne ha diritto.

Che cos'è e quanto vale nel 2026

L'indennità di accompagnamento, prevista dalla legge 18 del 1980, è una prestazione economica per gli invalidi civili totali che non sono autosufficienti. Non è una pensione e non dipende dai contributi versati: è un aiuto per far fronte al bisogno di assistenza continua.

Nel 2026 l'importo è di 551,53 euro al mese, pagati per 12 mensilità, secondo la scheda dell'INPS aggiornata a luglio. Le tabelle di dicembre 2025 riportavano una cifra leggermente diversa, poi corretta con il messaggio INPS n. 628 del 23 febbraio 2026. Nel 2025 l'importo era di 542,02 euro.

I requisiti sanitari

Per ottenere l'indennità servono due condizioni, accertate da una commissione medica:

  • un'invalidità totale e permanente, cioè al 100 per cento;
  • l'impossibilità di camminare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore, oppure l'impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza un'assistenza continua.

Basta una delle due situazioni del secondo punto. Gli atti quotidiani sono quelli elementari: vestirsi, lavarsi, mangiare, muoversi in casa, assumere i farmaci.

Nessun limite di reddito, nessun limite di età

È la caratteristica che sorprende di più. L'INPS precisa che l'indennità è pagata indipendentemente dal reddito personale e dall'età. Un pensionato con una buona pensione e una casa di proprietà ha diritto all'accompagnamento esattamente come chi ha solo l'assegno minimo, se le condizioni sanitarie sono le stesse.

L'indennità è inoltre esente da IRPEF, come le altre prestazioni agli invalidi civili, e si può cumulare con la pensione e con un eventuale lavoro. Non si cumula invece con prestazioni simili pagate per invalidità di guerra, di lavoro o di servizio: in quel caso si sceglie la più favorevole.

Che cosa cambia dopo i 65 anni

Per chi ha meno di 65 anni l'invalidità civile si misura soprattutto in rapporto alla capacità di lavorare. Dopo quell'età non avrebbe senso: per questo l'articolo 6 del decreto legislativo 509 del 1988 considera invalidi gli ultrasessantacinquenni che hanno difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.

Questo criterio vale per l'assistenza sociosanitaria e per l'accompagnamento. Le altre prestazioni economiche dell'invalidità civile, legate alla capacità di lavoro, dopo una certa età non si chiedono più. Per l'accompagnamento, invece, servono sempre le stesse condizioni: non camminare senza aiuto o non riuscire a compiere da soli gli atti quotidiani.

Come cambia la valutazione. Fonti: INPS, scheda sull'indennità di accompagnamento; d.lgs. 509/1988, articolo 6.
Prima dei 65 anniDopo i 65 anni
Criterio per l'invaliditàRiduzione della capacità di lavoroDifficoltà persistenti nelle funzioni proprie dell'età
Condizione per l'accompagnamentoNon deambulare senza aiuto o non compiere gli atti quotidianiLa stessa
Importo 2026551,53 € al mese551,53 € al mese
Limite di redditoNessunoNessuno

Quando il pagamento si ferma

L'indennità serve a pagare l'assistenza a casa. Per questo viene sospesa durante un ricovero gratuito, a carico dello Stato, in ospedale o in struttura, che dura più di 29 giorni. Va comunicato all'INPS ogni ricovero di questo tipo; se la retta è pagata dalla famiglia, l'indennità continua.

Esempio illustrativo
Che cosa arriva in un anno

Una donna di 82 anni ottiene l'accompagnamento da gennaio 2026. In un anno riceve 12 rate da 551,53 euro, cioè 6.618,36 euro, che si aggiungono alla sua pensione senza essere tassati. Se a marzo trascorresse 40 giorni in una struttura con ricovero gratuito, per quel periodo il pagamento verrebbe sospeso e riprenderebbe al rientro a casa.

L'esempio serve a mostrare il meccanismo; non indica che cosa spetti a una persona in particolare.

Come si chiede, e la riforma in arrivo

Oggi, nella maggior parte delle province, la procedura ha due passaggi: il medico certificatore (spesso il medico di famiglia) invia all'INPS il certificato medico introduttivo, poi si presenta la domanda online o tramite un patronato. Segue la visita della commissione.

Il decreto legislativo 62 del 2024 sta però cambiando le regole. Una sperimentazione partita nel 2025 in alcune province è stata estesa a marzo 2026 ad altre 40, per un totale di circa 60: lì il certificato medico introduttivo è l'unico passaggio necessario e la «valutazione di base» unifica gli accertamenti. Secondo l'INPS la riforma si applicherà in tutta Italia dal 1° gennaio 2027.

Per gli over 80 con un bisogno assistenziale gravissimo e un ISEE basso, l'accompagnamento può aprire la strada a un ulteriore aiuto: ne parliamo nella risposta sulla prestazione universale. I figli che lavorano e assistono il genitore possono guardare anche ai permessi della legge 104.

Per chi conta, e che cosa controllare

  • Parlare con il medico di famiglia della situazione concreta: è lui, di solito, a inviare il certificato.
  • Verificare se la propria provincia è tra quelle della sperimentazione, perché cambia il numero di passaggi.
  • Preparare la documentazione sanitaria recente da portare alla visita.
  • Ricordare di comunicare all'INPS eventuali ricoveri lunghi in strutture pubbliche.

In sintesi

L'indennità di accompagnamento vale 551,53 euro al mese nel 2026, non guarda il reddito né l'età e non si tassa. Dopo i 65 anni non conta più la capacità di lavoro, ma la difficoltà a svolgere le funzioni della propria età, accanto all'impossibilità di camminare o di cavarsela da soli. Per molte famiglie è il primo passo per organizzare l'assistenza a casa.

Aleron è un sito privato di informazione sponsorizzata, pubblicato da IUS Consulting OÜ. Non è l'INPS né un altro ente pubblico e non ha alcun legame con essi. Il sito non gestisce domande o pratiche di alcun tipo e non chiede compensi. Le cifre riportate vengono dalle fonti ufficiali indicate, verificate alla data di pubblicazione (), e gli esempi di calcolo sono illustrativi: non sono una promessa né la quantificazione di ciò che spetta a un singolo lettore. Non comunicare mai credenziali SPID, CIE o PIN, codice fiscale o IBAN a un sito in risposta a un articolo. Per la propria posizione fanno fede inps.it, il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) o un patronato.

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