Come funzionano i permessi della legge 104 per chi assiste un genitore?
Chi lavora come dipendente può avere 3 giorni di permesso retribuito al mese per assistere un genitore con handicap grave, anche a ore e anche a turno con fratelli e sorelle. C'è poi un congedo straordinario fino a due anni.
Chi lavora come dipendente ha diritto a 3 giorni di permesso retribuito al mese per assistere un familiare con handicap grave.
Dal 2022 non c'è più il «referente unico»: fratelli e sorelle possono dividersi i giorni, ma il totale resta 3 al mese.
Il congedo straordinario arriva fino a 2 anni nell'arco della vita lavorativa, con un tetto annuo di 43.486 euro di indennità nel 2026.
Per i parenti di terzo grado servono condizioni in più: genitori o coniuge della persona assistita over 65, malati o mancanti.
Accompagnare la madre alla visita, fermarsi un pomeriggio quando la badante è malata, sbrigare in banca una pratica che il padre non riesce più a seguire. Chi assiste un genitore non autosufficiente e lavora ancora sa che il problema, più dei soldi, è il tempo. La legge 104 del 1992 prevede due strumenti per trovarlo: i permessi mensili e il congedo straordinario. Funzionano in modo diverso, e non sono per tutti.
La condizione di partenza: l'handicap grave
Entrambi gli strumenti richiedono che il genitore abbia un handicap in situazione di gravità, riconosciuto ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104 dalla commissione medica. Non basta l'invalidità civile, e non basta l'età avanzata: serve proprio quel verbale.
La persona assistita non deve inoltre essere ricoverata a tempo pieno in una struttura. Ci sono eccezioni, per esempio quando deve uscire per visite o terapie certificate, o quando i medici della struttura chiedono la presenza del familiare.
I tre giorni al mese
L'articolo 33, comma 3, riconosce ai lavoratori dipendenti tre giorni di permesso retribuito al mese per assistere il familiare. I giorni sono pagati dall'INPS tramite il datore di lavoro e coperti da contributi figurativi. Si possono usare anche a ore, per esempio per una visita di metà mattina. Chi lavora a part-time verticale o misto fino al 50 per cento ha un numero di giorni proporzionato.
Possono chiederli:
- il coniuge, la parte di un'unione civile o il convivente di fatto;
- i parenti e gli affini entro il secondo grado, quindi figli, fratelli, nipoti in linea retta, generi e nuore;
- i parenti e gli affini di terzo grado solo se i genitori o il coniuge della persona da assistere hanno più di 65 anni, sono malati, sono deceduti o mancano.
Fratelli e sorelle possono dividersi i giorni
Fino al 2022 i permessi spettavano a un solo familiare, il «referente unico». Il decreto legislativo 105 del 2022 ha eliminato questa regola, come ha spiegato l'INPS nel messaggio n. 3096 del 2022. Oggi più familiari possono alternarsi nell'assistenza, purché il totale non superi tre giorni al mese per ogni persona assistita.
Un padre di 84 anni ha un verbale di handicap grave. Le due figlie lavorano entrambe come dipendenti. In un mese la prima usa due giorni per accompagnarlo a una serie di esami, la seconda usa il terzo giorno, diviso in due mezze giornate. Il mese successivo possono distribuirli in modo diverso. Quello che non possono fare è usarne tre a testa nello stesso mese.
Esempio della redazione basato sulle regole generali.
Il congedo straordinario fino a due anni
Quando l'assistenza richiede una presenza continua, c'è il congedo straordinario retribuito previsto dall'articolo 42, comma 5, del decreto legislativo 151 del 2001. Dura al massimo due anni nell'arco dell'intera vita lavorativa, anche se si assistono più familiari, e si può prendere in modo continuativo o frazionato.
Durante il congedo si riceve un'indennità pari all'ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative, entro un tetto annuo rivalutato ogni anno, e si maturano contributi figurativi.
| Voce | Limite 2026 |
|---|---|
| Importo complessivo annuo (indennità più contributi) | 57.836,96 € |
| Indennità annua massima | 43.486,00 € |
| Indennità giornaliera massima | 119,14 € |
Chi ha la precedenza nel congedo
A differenza dei permessi, per il congedo la legge fissa un ordine di priorità. Viene prima il coniuge (o la parte dell'unione civile o il convivente di fatto), poi i genitori, poi il figlio convivente, poi il fratello o la sorella conviventi, infine gli altri parenti e affini conviventi fino al terzo grado. Si passa al successivo solo se chi viene prima manca, è deceduto o ha una patologia invalidante.
Per un genitore anziano e vedovo, dunque, il primo a poter chiedere il congedo è di solito il figlio convivente. La convivenza può essere stabilita anche dopo la domanda, ma deve esistere all'inizio del congedo e durare per tutto il periodo.
Che cosa è cambiato di recente
La legge di bilancio 2026 ha previsto una piattaforma dell'INPS per verificare e monitorare l'uso dei permessi, collegata ai flussi che i datori di lavoro inviano ogni mese. Per chi li usa correttamente non cambia nulla; conviene però conservare la documentazione delle visite e delle attività di assistenza.
Per chi conta, e che cosa controllare
- Verificare che il genitore abbia il verbale di handicap grave (articolo 3, comma 3); se ha solo l'invalidità civile, va chiesto l'accertamento.
- Presentare la domanda all'INPS, direttamente o tramite un patronato, e comunicarla al datore di lavoro.
- Accordarsi in famiglia su chi usa i giorni nei vari mesi, tenendo il conto del totale.
- Per il congedo, controllare l'ordine di priorità e la convivenza prima di presentare la domanda.
Se il genitore ha anche diritto all'indennità di accompagnamento, quella somma può aiutare a pagare un'assistente familiare. Chi ha assistito a lungo un familiare con handicap grave e si avvicina alla pensione può guardare anche all'APE sociale per i caregiver.
In sintesi
Tre giorni al mese, anche a ore e divisibili tra fratelli, e un congedo fino a due anni nella vita lavorativa: sono gli strumenti della legge 104 per chi assiste un genitore con handicap grave. Valgono per i lavoratori dipendenti, richiedono un verbale preciso e seguono regole diverse su chi può chiederli. Conoscerle prima permette di organizzare l'assistenza senza dover scegliere tra il lavoro e la famiglia.
Fonti ufficiali
- INPS, Permessi per assistere familiari disabili in situazione di gravità
- INPS, Congedo straordinario per assistere familiari disabili, tetti 2026
- INPS, messaggio n. 3096 del 5 agosto 2022, superamento del referente unico
Aleron è un sito privato di informazione sponsorizzata, pubblicato da IUS Consulting OÜ. Non è l'INPS né un altro ente pubblico e non ha alcun legame con essi. Il sito non gestisce domande o pratiche di alcun tipo e non chiede compensi. Le cifre riportate vengono dalle fonti ufficiali indicate, verificate alla data di pubblicazione (), e gli esempi di calcolo sono illustrativi: non sono una promessa né la quantificazione di ciò che spetta a un singolo lettore. Non comunicare mai credenziali SPID, CIE o PIN, codice fiscale o IBAN a un sito in risposta a un articolo. Per la propria posizione fanno fede inps.it, il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) o un patronato.
Ogni giovedì, la lettera Cinque risposte: cinque domande frequenti, cinque risposte con le fonti ufficiali. Gratuita.