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Domande e risposte su pensioni, fisco e famiglia
Pensioni · Domanda n. 10

Come si sommano i contributi versati in casse diverse?

Domanda frequente ·
Risponde la Redazione Aleron
Pensioni · 5 minuti di lettura

Le strade sono tre: il cumulo e la totalizzazione sono gratuiti, la ricongiunzione si paga ma riunisce tutto in una sola gestione. Quale convenga dipende dagli anni e dal calcolo.

In breve
  • Il cumulo è gratuito, vale anche per le casse dei professionisti e ogni gestione calcola la sua parte con le proprie regole.
  • La totalizzazione è gratuita ma ha finestre lunghe (18 o 21 mesi) e di norma un calcolo interamente contributivo.
  • La ricongiunzione riunisce tutto in una sola gestione, ma si paga; il costo è deducibile e si può rateizzare.
  • Chi riceve già una pensione diretta da una delle gestioni non può usare né il cumulo né la totalizzazione.
Una donna con gli occhiali divide alcune cartelline sul tavolo del soggiorno.
Fotografia illustrativa. Le persone ritratte non sono collegate ai casi descritti nell'articolo.

Dieci anni da dipendente, poi un periodo con la partita IVA, qualche anno nella pubblica amministrazione o in una cassa professionale. Le carriere di chi oggi ha sessant'anni sono spesso spezzate, e i contributi sono finiti in posti diversi. Nessuno di questi spezzoni, da solo, basta per una pensione. La legge prevede però tre strumenti per metterli insieme, con costi, tempi e risultati molto diversi.

Perché i contributi non si sommano da soli

Ogni gestione previdenziale ha le sue regole: il fondo dei lavoratori dipendenti, le gestioni degli artigiani e dei commercianti, la gestione separata, le casse dei dipendenti pubblici, le casse dei professionisti come avvocati, ingegneri o medici. Se non si fa nulla, ciascuna guarda soltanto ai propri anni. Chi ha 12 anni in una e 10 in un'altra rischia di non arrivare ai 20 anni richiesti per la pensione di vecchiaia in nessuna delle due.

Il cumulo gratuito

Il cumulo dei periodi assicurativi, introdotto dalla legge 228 del 2012 e allargato dal 2017 alle casse dei professionisti, è oggi lo strumento più usato. È gratuito e permette di sommare tutti i periodi non coincidenti per ottenere la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2026), la pensione di inabilità e quella ai superstiti.

Il calcolo è pro quota: ogni gestione calcola la propria parte con le proprie regole e sulla propria retribuzione, e l'INPS paga l'intero importo anche per conto degli altri enti con cui ha una convenzione. Il cumulo deve riguardare tutti i periodi, non solo alcuni.

Una particolarità riguarda la vecchiaia quando una delle gestioni ha requisiti più alti di quelli generali: secondo l'INPS il diritto si perfeziona con i requisiti più elevati, ma se gli anni sommati bastano per le regole ordinarie si pagano subito le quote delle gestioni che le applicano. La quota della cassa con requisiti più alti arriva quando questi vengono raggiunti, e fino ad allora la pensione si dice «a formazione progressiva».

La totalizzazione

La totalizzazione, regolata dal decreto legislativo 42 del 2006, è anch'essa gratuita, ma più rigida. Per la vecchiaia richiede, secondo l'INPS, 66 anni adeguati alla speranza di vita e 20 anni di contributi; per la pensione di anzianità 41 anni adeguati, a qualsiasi età. Le finestre sono lunghe: 18 mesi per la vecchiaia e 21 mesi per l'anzianità.

Anche qui ogni gestione paga una quota, ma il calcolo è di norma interamente contributivo, spesso meno favorevole per chi ha anni lavorati prima del 1996. Fa eccezione chi in una gestione ha già maturato il diritto a una pensione autonoma. La totalizzazione non dà diritto all'integrazione al minimo.

La ricongiunzione, che si paga

La ricongiunzione fa una cosa diversa: trasferisce tutti i contributi in una sola gestione, che poi paga una pensione unica con le proprie regole. È regolata dalla legge 29 del 1979 per i lavoratori dipendenti e autonomi e dalla legge 45 del 1990 per i liberi professionisti.

Il punto debole è il costo. Dal 2010 anche la ricongiunzione verso il fondo dei lavoratori dipendenti è a pagamento, e l'onere si calcola sulla riserva matematica, cioè sul valore della pensione in più che si otterrà, al netto dei contributi trasferiti. Per carriere lunghe e retribuzioni alte il conto può arrivare a decine di migliaia di euro. Si può pagare in un'unica soluzione entro 60 giorni oppure a rate mensili, fino alla metà dei mesi ricongiunti, con un interesse; la rata minima è di 27 euro. Le somme versate sono deducibili dal reddito nella dichiarazione.

Le tre strade a confronto

Confronto sintetico. Fonti: schede INPS su cumulo, totalizzazione e ricongiunzione; leggi 228/2012, 29/1979 e 45/1990, d.lgs. 42/2006. Requisiti 2026.
CumuloTotalizzazioneRicongiunzione
CostoGratuitoGratuitaA pagamento, deducibile
CalcoloOgni gestione con le sue regoleDi norma contributivoRegole della gestione che riceve
Attesa dopo i requisitiNessuna per la vecchiaia, 3 mesi per l'anticipata18 mesi (vecchiaia), 21 mesi (anzianità)Quella della gestione che riceve
Casse dei professionistiSì, dal 2017SìSì, con la legge 45/1990
Chi non può usarlaChi ha già una pensione diretta da una delle gestioniChi ha già una pensione diretta, anche l'assegno di invaliditàSi usa una volta; la seconda solo dopo 10 anni
Esempio illustrativo
Quattordici anni da dipendente, nove da avvocato

Una donna ha lavorato 14 anni come dipendente privata e poi 9 anni come avvocata, iscritta alla cassa forense. Da sola, nessuna delle due posizioni arriva a 20 anni. Con il cumulo i 23 anni si sommano gratis: l'INPS calcola la quota dei 14 anni con le regole del fondo dei dipendenti, la cassa calcola la propria sui 9 anni, e se la cassa ha un'età di pensione più alta la sua quota arriva più tardi.

Con la ricongiunzione avrebbe una pensione unica, ma pagando un onere che dipende dalla sua età e dalle sue retribuzioni. Con la totalizzazione avrebbe un calcolo contributivo e una finestra di 18 mesi. L'esempio è costruito dalla redazione e non sostituisce un calcolo personale.

Per chi conta, e che cosa controllare

Queste regole interessano chiunque abbia versato in più di una gestione, compresi i periodi all'estero in paesi con accordi di sicurezza sociale. Prima di scegliere conviene:

  • chiedere l'estratto conto contributivo a tutte le gestioni coinvolte, non solo all'INPS;
  • verificare se i periodi si sovrappongono, perché i periodi coincidenti si contano una volta sola;
  • farsi fare dall'ente un preventivo della ricongiunzione prima di accettarla: una volta pagata, non si torna indietro;
  • confrontare la data di uscita con il cumulo e con la totalizzazione, che può essere molto diversa per via delle finestre.

Chi punta all'uscita anticipata trova i requisiti nella risposta su quanti anni servono per la pensione anticipata; chi ha anni di università non coperti può valutare il riscatto della laurea.

In sintesi

Per la maggior parte delle carriere spezzate il cumulo gratuito è la prima strada da guardare, perché non costa nulla e lascia a ogni gestione le sue regole di calcolo. La totalizzazione resta un'alternativa con tempi più lunghi; la ricongiunzione ha senso quando il suo costo è ripagato da una pensione migliore o da un'uscita più vicina. È una scelta da fare sui numeri, con un preventivo ufficiale in mano.

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