Quando conviene riscattare la laurea?
Conviene soprattutto quando gli anni riscattati anticipano davvero la data della pensione. Il costo è deducibile, si può rateizzare, ma chi è già in pensione deve pagare in un'unica soluzione.
Il riscatto agevolato nel 2026 costa 6.206,64 euro per ogni anno di corso (calcolo sul minimale INPS di 18.808 euro).
Il costo è deducibile dal reddito di chi paga; se lo paga un familiare per una persona a carico mai iscritta a una cassa, si detrae il 19 per cento.
Si può pagare in 120 rate mensili senza interessi, ma non se si è già in pensione.
Conviene soprattutto quando gli anni riscattati anticipano davvero la data di uscita.
Quattro o cinque anni di università che, ai fini della pensione, non esistono. Chi si è laureato e poi ha cominciato a lavorare si trova con un buco proprio all'inizio della carriera, e prima o poi qualcuno gli parla del riscatto della laurea. Il riscatto trasforma gli anni di corso in anni di contributi, pagandoli. La domanda vera non è se si possa fare, ma se quello che si paga valga quello che si ottiene.
Che cosa si compra con il riscatto
Riscattare la laurea significa versare all'INPS i contributi che non sono stati versati durante gli studi. In cambio quegli anni entrano nell'estratto conto e contano sia per il diritto alla pensione (gli anni necessari per uscire) sia per la misura (l'importo dell'assegno). Si possono riscattare gli anni di durata legale del corso, non quelli fuori corso, per lauree, lauree magistrali, diplomi universitari e titoli equiparati.
Dal 2019 non c'è più un limite di età per chiedere il riscatto: il limite di 45 anni previsto all'inizio per la forma agevolata è stato eliminato dalla legge di conversione del decreto legge 4 del 2019, come chiarito dall'INPS.
Le due forme: ordinaria e agevolata
Il riscatto ordinario costa in base al sistema di calcolo dei periodi riscattati. Per gli anni che ricadono nel sistema retributivo il costo si basa sulla riserva matematica, cioè sul valore attuale della pensione in più. Per gli anni nel sistema contributivo si applica l'aliquota contributiva (33 per cento nel fondo dei lavoratori dipendenti) alla retribuzione degli ultimi dodici mesi. L'INPS fa questo esempio: con 32.170 euro di retribuzione il costo è di 10.616,10 euro per ogni anno.
Il riscatto agevolato, introdotto dall'articolo 20 del decreto legge 4 del 2019, vale per i periodi da valutare con il sistema contributivo e ha un costo fisso: il 33 per cento del minimale di reddito di artigiani e commercianti dell'anno in cui si presenta la domanda. Per il 2026 la circolare INPS n. 14 del 9 febbraio fissa il minimale a 18.808 euro; il 33 per cento fa 6.206,64 euro per anno, secondo il calcolo della redazione con il metodo indicato dall'INPS.
| Forma | Base di calcolo | Per anno | Quattro anni |
|---|---|---|---|
| Agevolato | 18.808 € × 33% | 6.206,64 € | 24.826,56 € |
| Ordinario | Retribuzione 32.170 € × 33% | 10.616,10 € | 42.464,40 € |
| Ordinario | Retribuzione 50.000 € × 33% | 16.500,00 € | 66.000,00 € |
La differenza di prezzo ha una contropartita: nel riscatto agevolato i contributi accreditati sono calcolati sul minimale, quindi aumentano l'assegno meno di quanto farebbe un riscatto ordinario con una retribuzione alta. Anni per il diritto, in entrambi i casi, ne valgono lo stesso numero.
Il vantaggio fiscale
L'onere del riscatto è deducibile dal reddito complessivo di chi lo paga, in base all'articolo 10 del testo unico delle imposte sui redditi, e si indica nel rigo E21 del modello 730. Il risparmio dipende quindi dall'aliquota IRPEF più alta a cui si è soggetti.
Chi ha un reddito di 40.000 euro e versa nel 2026 una annualità di riscatto agevolato, 6.206,64 euro, riduce il reddito imponibile a circa 33.793 euro. Tutta la somma dedotta ricade nello scaglione del 33 per cento, quindi l'IRPEF scende di circa 2.048 euro: il costo netto dell'anno riscattato è di circa 4.158 euro, addizionali escluse.
È un calcolo semplificato della redazione, che non tiene conto di detrazioni e altre variabili personali.
Se l'onere viene pagato da un familiare per una persona fiscalmente a carico, che non ha mai lavorato ed è iscritta per la prima volta proprio con il riscatto, il familiare può invece detrarre il 19 per cento, con pagamento tracciabile.
Le rate, e il limite per i pensionati
Il riscatto può essere pagato in un'unica soluzione o fino a 120 rate mensili senza interessi. Ci sono però due vincoli importanti. Il primo: chi è già pensionato deve pagare tutto in una volta. Il secondo: se durante il piano di rate si matura il diritto alla pensione, il residuo va saldato subito. Una volta pagato, il riscatto non si può annullare e le somme non vengono restituite.
Quando conviene davvero
Il riscatto conviene soprattutto quando sposta la data di uscita. Per la pensione anticipata, che guarda solo agli anni di contributi, quattro anni riscattati possono significare uscire quattro anni prima. Per la pensione di vecchiaia, che richiede comunque 67 anni nel 2026, il riscatto non anticipa nulla per chi ha già 20 anni di contributi: aumenta solo l'importo.
Per chi è nel sistema contributivo puro c'è un caso particolare: il riscatto può aiutare a raggiungere i 20 anni o la soglia di importo pari all'assegno sociale, evitando di dover aspettare i 71 anni.
Conviene invece meno a chi è vicino alla pensione di vecchiaia e ha già tutti i contributi necessari, o a chi dovrebbe pagare un riscatto ordinario molto caro per anni nel retributivo. In questi casi il prezzo può non essere ripagato dall'aumento dell'assegno nel tempo.
La pace contributiva
Accanto al riscatto della laurea c'era la cosiddetta pace contributiva, che permetteva di coprire fino a 5 anni di buchi tra il 1996 e il 2023. Secondo l'INPS la domanda andava presentata entro il 31 dicembre 2025; alla data di questa risposta non risulta una proroga per il 2026.
Per chi conta, e che cosa controllare
- Chiedere all'INPS il calcolo dell'onere con la domanda di riscatto: la risposta arriva con il prezzo esatto, e si decide dopo.
- Verificare in quale sistema ricadono gli anni di corso: dal 1996 in poi si può scegliere l'agevolato.
- Calcolare di quanto si anticipa l'uscita, tenendo conto degli altri periodi sommabili con il cumulo.
- Considerare il beneficio fiscale anno per anno, soprattutto se si rateizza.
In sintesi
Il riscatto della laurea è un acquisto: si pagano anni di contributi per avere una pensione prima o più alta. Nel 2026 la forma agevolata costa 6.206,64 euro per anno, deducibili. Ha senso quando avvicina davvero l'uscita o permette di superare una soglia; molto meno quando gli anni in più non cambiano la data. Il preventivo dell'INPS è gratuito, e conviene averlo prima di decidere.
Fonti ufficiali
- INPS, Riscatto della laurea ai fini pensionistici, forme, costo, rate
- INPS, circolare n. 14 del 9 febbraio 2026, minimale di reddito 2026
- INPS, Pace contributiva 2024-2025
- Agenzia delle Entrate, guida ai contributi previdenziali deducibili
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