Cosa pagano i figli quando ereditano la casa dei genitori?
Per i figli l'imposta di successione si paga solo sulla parte che supera 1 milione di euro a testa. Sulla casa restano le imposte ipotecaria e catastale: 2 e 1 per cento, oppure 200 euro ciascuna con i requisiti prima casa.
Per coniuge e figli l'imposta di successione è del 4 per cento, ma solo sulla parte che supera 1 milione di euro per ciascun erede.
Sulla casa si pagano le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%), con un minimo di 200 euro ciascuna.
Con i requisiti prima casa le due imposte diventano fisse: 200 + 200 euro.
La dichiarazione si presenta entro 12 mesi dal decesso; dal 2025 l'imposta di successione si autoliquida.
Quando muore un genitore, i figli si trovano a gestire il dolore e, insieme, una serie di carte. Tra queste c'è quasi sempre la casa di famiglia. E con la casa arriva una paura diffusa: «quanto ci costerà la tassa di successione?». Per la grande maggioranza delle famiglie italiane la risposta è più rassicurante di quanto si creda. L'imposta di successione vera e propria, tra genitori e figli, si paga di rado. Restano però altre imposte legate all'immobile, una dichiarazione da presentare e alcune scadenze da rispettare.
L'imposta di successione: la franchigia da un milione
Il testo unico sulle successioni, il decreto legislativo 346 del 1990, prevede aliquote diverse secondo il legame di parentela. Per il coniuge e i parenti in linea retta, quindi figli e nipoti diretti, l'aliquota è del 4 per cento, ma si applica solo sul valore che supera 1.000.000 di euro per ciascun erede.
| Chi eredita | Aliquota | Franchigia per erede |
|---|---|---|
| Coniuge, figli e altri parenti in linea retta | 4% | 1.000.000 € |
| Fratelli e sorelle | 6% | 100.000 € |
| Altri parenti fino al quarto grado e alcuni affini | 6% | Nessuna |
| Altre persone | 8% | Nessuna |
| Erede con handicap grave | secondo il legame | 1.500.000 € |
Due figli che ereditano in parti uguali un patrimonio complessivo di 600.000 euro ricevono 300.000 euro ciascuno: entrambi sono sotto la franchigia, e l'imposta di successione è zero.
Le imposte sulla casa: ipotecaria e catastale
Quando nell'eredità c'è un immobile, si pagano comunque due imposte legate alla registrazione del passaggio di proprietà: l'imposta ipotecaria del 2 per cento e l'imposta catastale dell'1 per cento, ciascuna con un minimo di 200 euro. A differenza dell'imposta di successione, non hanno franchigie.
Se chi eredita ha i requisiti per le agevolazioni prima casa, le due imposte si pagano in misura fissa: 200 euro ciascuna. Il possesso dei requisiti va dichiarato nella dichiarazione di successione. L'agevolazione prima casa riduce queste due imposte, non l'imposta di successione.
A queste si aggiungono piccoli importi fissi per imposta di bollo, tassa ipotecaria e tributi speciali, indicati dall'Agenzia delle Entrate.
Su quale valore si calcola
Per gli immobili, nella pratica, si dichiara di solito il valore catastale: la rendita catastale rivalutata del 5 per cento e moltiplicata per un coefficiente, 110 per la prima casa e 120 per le altre abitazioni. È il criterio riportato nelle guide notarili e nelle istruzioni più diffuse; chi ha dubbi sul proprio caso, per esempio con immobili non accatastati o terreni edificabili, fa bene a farsi consigliare da un professionista.
Due fratelli ereditano dalla madre un appartamento con una rendita catastale di 800 euro. Il valore catastale con il coefficiente ordinario è 800 × 1,05 × 120 = 100.800 euro. L'imposta di successione è zero, perché ciascuno riceve molto meno di un milione.
- Senza requisiti prima casa: imposta ipotecaria 2.016 euro, imposta catastale 1.008 euro, in tutto 3.024 euro più gli importi fissi.
- Con i requisiti prima casa: 200 + 200 = 400 euro più gli importi fissi; in questo caso il valore catastale si calcola con il coefficiente 110, cioè 92.400 euro.
Calcolo della redazione a scopo illustrativo. I valori reali dipendono dalla rendita e dalla situazione degli eredi.
La dichiarazione e i tempi
La dichiarazione di successione va presentata online all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Non è obbligatoria se l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, ha un valore complessivo non superiore a 100.000 euro e non comprende immobili o diritti su immobili. Con la casa, quindi, la dichiarazione si presenta sempre.
Presentando la dichiarazione si chiede anche la voltura catastale, cioè l'aggiornamento dell'intestazione in catasto, che avviene in automatico.
Che cosa è cambiato dal 2025
Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, il decreto legislativo 139 del 2024 ha introdotto l'autoliquidazione: sono gli eredi a calcolare l'imposta di successione, non più l'ufficio. Secondo l'Agenzia delle Entrate va pagata entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione. Se l'importo è di almeno 1.000 euro si può rateizzare, versando almeno il 20 per cento subito e il resto in un massimo di 8 rate trimestrali, o 12 oltre i 20.000 euro. Le imposte ipotecaria e catastale e gli altri tributi si pagano invece al momento della presentazione.
Per chi conta, e che cosa controllare
- Recuperare la visura catastale della casa, con la rendita, prima di fare i conti.
- Verificare se almeno uno degli eredi può chiedere le agevolazioni prima casa, per esempio perché non possiede altre abitazioni nello stesso comune.
- Segnare la scadenza dei 12 mesi e, se c'è imposta da pagare, quella dei 90 giorni successivi.
- Considerare che, da proprietari, gli eredi dovranno occuparsi anche delle spese ordinarie della casa.
Se il genitore era assistito a lungo in casa, nelle famiglie si pone spesso anche la questione delle spese di cura: ne parliamo nelle risposte sulla prestazione universale per gli over 80 e sulle spese mediche detraibili.
In sintesi
Tra genitori e figli l'imposta di successione si paga solo oltre il milione di euro a testa, quindi molto raramente. Sulla casa restano le imposte ipotecaria e catastale, che con i requisiti prima casa si riducono a 400 euro in tutto. La dichiarazione va presentata entro un anno, e dal 2025 l'imposta, quando è dovuta, si calcola e si paga da sé. Più che le tasse, a pesare sono i tempi e le carte: conviene muoversi per tempo.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate, Dichiarazione e imposta di successione, giugno 2026
- Agenzia delle Entrate, circolare n. 3/E del 16 aprile 2025, riforma delle successioni, autoliquidazione
- Agenzia delle Entrate, istruzioni alla dichiarazione di successione
Aleron è un sito privato di informazione sponsorizzata, pubblicato da IUS Consulting OÜ. Non è l'INPS né un altro ente pubblico e non ha alcun legame con essi. Il sito non gestisce domande o pratiche di alcun tipo e non chiede compensi. Le cifre riportate vengono dalle fonti ufficiali indicate, verificate alla data di pubblicazione (), e gli esempi di calcolo sono illustrativi: non sono una promessa né la quantificazione di ciò che spetta a un singolo lettore. Non comunicare mai credenziali SPID, CIE o PIN, codice fiscale o IBAN a un sito in risposta a un articolo. Per la propria posizione fanno fede inps.it, il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) o un patronato.
Ogni giovedì, la lettera Cinque risposte: cinque domande frequenti, cinque risposte con le fonti ufficiali. Gratuita.