Vai al contenuto
Pubblicità · Contenuto sponsorizzato da IUS Consulting OÜ
Aleron
Domande e risposte su pensioni, fisco e famiglia
Pensioni · Domanda n. 7

Cosa succede alla pensione se ci si trasferisce all'estero?

Domanda frequente ·
Risponde la Redazione Aleron
Pensioni · 5 minuti di lettura

La pensione INPS viene pagata anche all'estero, ma integrazione al minimo, maggiorazione sociale e assegno sociale spettano solo a chi risiede in Italia. Le tasse dipendono dal tipo di pensione e dalla convenzione con il paese.

In breve
  • L'INPS paga le pensioni in circa 160 paesi tramite Citibank, il primo giorno bancabile di ogni mese.
  • Una volta l'anno serve la prova di esistenza in vita: se non arriva, il pagamento viene sospeso.
  • Di norma le pensioni private si tassano nel paese di residenza, quelle pubbliche in Italia, salvo quanto prevede la convenzione.
  • Integrazione al minimo, maggiorazione sociale, assegno sociale e prestazioni di invalidità civile non si esportano.
Una coppia sulla settantina incarta dei piatti e li ripone in uno scatolone in un appartamento luminoso.
Fotografia illustrativa. Le persone ritratte non sono collegate ai casi descritti nell'articolo.

Una figlia che vive in Spagna, un nipote appena nato in Germania, un paese al sole dove il costo della vita è più basso. Le ragioni per cui un pensionato decide di trasferirsi all'estero sono molte, e quasi sempre arriva la stessa domanda: la pensione mi segue? Nella maggior parte dei casi sì. Ma non tutta, non senza qualche adempimento e non sempre con le stesse tasse.

Chi paga la pensione all'estero

Dal 2012 l'INPS paga le pensioni ai residenti all'estero attraverso un fornitore scelto con gara europea, Citibank N.A., che risulta ancora incaricata nel 2026 secondo il messaggio INPS n. 3863 del dicembre 2025. Le pensioni vengono accreditate in circa 160 paesi, il primo giorno bancabile di ogni mese, sul conto indicato dal pensionato nel paese di residenza o in Italia.

Per cambiare il luogo di pagamento bisogna comunicare all'INPS il nuovo indirizzo e le nuove coordinate. È utile anche iscriversi all'AIRE, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, tramite il consolato: è il passaggio che rende ufficiale il trasferimento della residenza e che può essere richiesto come prova.

La prova di esistenza in vita

Ogni anno Citibank verifica che il pensionato sia in vita, in due fasi divise per aree geografiche. Nella prima fase del 2026, che riguardava le Americhe, l'Asia, l'Estremo Oriente, i paesi scandinavi e l'Europa dell'Est, i moduli sono partiti dal 20 marzo con rientro entro il 18 luglio. La seconda fase riguarda il resto dell'Europa, l'Africa e l'Oceania.

Il modulo va firmato davanti a un «testimone accettabile», per esempio un funzionario del consolato o di un'autorità locale; anche i patronati all'estero possono aiutare. Se il modulo non torna in tempo, la rata successiva viene pagata in contanti presso un'agenzia Western Union, e la riscossione di persona vale come prova. Se neppure questo avviene, il pagamento viene sospeso. Per alcuni paesi lo scambio avviene direttamente tra enti previdenziali e il modulo non serve.

Le tasse: dipende da chi paga la pensione

La questione più delicata è la tassazione. In linea generale, secondo l'INPS e le convenzioni contro le doppie imposizioni firmate dall'Italia:

  • le pensioni private, cioè quelle pagate per il lavoro nel settore privato, si tassano di norma solo nel paese di residenza;
  • le pensioni pubbliche, pagate per il lavoro alle dipendenze dello Stato o di enti pubblici (per esempio le ex INPDAP), si tassano di norma solo in Italia.

Le eccezioni sono numerose. In diversi paesi la pensione pubblica si tassa nel paese di residenza se il pensionato ne ha la cittadinanza; con la Francia la pensione si tassa in entrambi i paesi, con un credito d'imposta; con altri paesi valgono soglie particolari. Una pensione in cumulo si tassa quota per quota, secondo l'ente che la paga.

Che cosa succede alle principali voci, in linea generale. Fonti: INPS, pagamento della pensione all'estero, normativa fiscale dei residenti all'estero, prestazioni non esportabili.
VocePagata all'estero?Dove si tassa, di norma
Pensione di vecchiaia o anticipata, settore privatoSìPaese di residenza
Pensione di ex dipendente pubblicoSìItalia, salvo eccezioni della convenzione
Integrazione al minimo, maggiorazione socialeNoNon pertinente
Assegno socialeNoNon pertinente
Prestazioni di invalidità civileNoNon pertinente

Come si evita la doppia trattenuta

Finché l'INPS non ha la prova della nuova residenza fiscale, continua a trattenere l'IRPEF italiana. Per applicare la convenzione bisogna inviare all'ufficio INPS che gestisce la pensione il modulo EP-I, disponibile in diverse lingue, con il certificato di residenza fiscale rilasciato dal fisco del nuovo paese. L'originale va spedito per posta. Le imposte già trattenute in Italia e non dovute si possono chiedere in rimborso all'Agenzia delle Entrate entro 48 mesi.

Che cosa non parte con il pensionato

Alcune prestazioni hanno natura assistenziale e spettano solo a chi risiede in Italia. Sono non esportabili, secondo l'INPS, l'assegno sociale, la pensione sociale, l'integrazione al minimo, la maggiorazione sociale e le prestazioni di invalidità civile.

Esempio illustrativo
Un assegno che si alleggerisce al confine

Una pensionata riceve una pensione di vecchiaia di 520 euro al mese, portata a un importo più alto dall'integrazione al minimo e dalla maggiorazione sociale. Se si trasferisce stabilmente all'estero, dal paese di residenza riceverà la pensione calcolata sui contributi, senza le due integrazioni, che dipendono dalla residenza in Italia. Prima di partire conviene chiedere all'INPS quale sarebbe l'importo esportabile.

Le cifre sono un esempio della redazione, non un calcolo personale.

Per l'assegno sociale la regola è particolarmente stretta: viene sospeso dopo 29 giorni consecutivi trascorsi all'estero e revocato se la sospensione dura più di un anno.

Per chi conta, e che cosa controllare

  • Chiedere all'INPS quali voci del proprio cedolino sono esportabili e quale sarebbe l'importo all'estero.
  • Verificare il tipo di pensione (pubblica o privata) e il testo della convenzione con il paese di destinazione.
  • Iscriversi all'AIRE e procurarsi il certificato di residenza fiscale estera, poi inviare il modulo EP-I.
  • Segnarsi il periodo della prova di esistenza in vita per la propria area geografica.

Chi deve ancora andare in pensione trova i requisiti nella risposta sulla pensione di vecchiaia nel 2026; chi ha lavorato anche all'estero può leggere come si sommano i contributi di casse diverse.

In sintesi

La pensione costruita con i contributi segue il pensionato quasi ovunque; le integrazioni legate al reddito e alla residenza restano in Italia. Le tasse dipendono dal tipo di pensione e dalla convenzione con il paese scelto. Trasferirsi è possibile senza perdere ciò che si è versato, a patto di fare i passaggi giusti prima di partire, non dopo.

Aleron è un sito privato di informazione sponsorizzata, pubblicato da IUS Consulting OÜ. Non è l'INPS né un altro ente pubblico e non ha alcun legame con essi. Il sito non gestisce domande o pratiche di alcun tipo e non chiede compensi. Le cifre riportate vengono dalle fonti ufficiali indicate, verificate alla data di pubblicazione (), e gli esempi di calcolo sono illustrativi: non sono una promessa né la quantificazione di ciò che spetta a un singolo lettore. Non comunicare mai credenziali SPID, CIE o PIN, codice fiscale o IBAN a un sito in risposta a un articolo. Per la propria posizione fanno fede inps.it, il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) o un patronato.

Altre risposte come questa

Ogni giovedì, la lettera Cinque risposte: cinque domande frequenti, cinque risposte con le fonti ufficiali. Gratuita.