Chi può ancora chiedere l'APE sociale nel 2026?
L'APE sociale è stata prorogata per tutto il 2026: servono 63 anni e 5 mesi, l'appartenenza a una delle quattro categorie previste e 30 o 36 anni di contributi.
La legge di bilancio 2026 ha prorogato l'APE sociale fino al 31 dicembre 2026, con le stesse regole.
Servono 63 anni e 5 mesi, l'appartenenza a una di quattro categorie e 30 o 36 anni di contributi.
L'indennità arriva al massimo a 1.500 euro lordi al mese, per 12 mensilità, fino alla pensione di vecchiaia.
L'ultima scadenza per la domanda di riconoscimento è il 30 novembre 2026.
A fine 2025 molti si chiedevano se l'APE sociale sarebbe sopravvissuta. Ogni anno la misura viene rinnovata per dodici mesi, e ogni anno qualcuno teme che sia l'ultimo. Per il 2026 la risposta è arrivata con la legge di bilancio: l'APE sociale c'è ancora, con le stesse regole dell'anno prima. Ma non è una pensione, ha requisiti stretti e una scadenza che, a fine ottobre, è ormai vicina.
Che cos'è l'APE sociale
L'APE sociale è un'indennità ponte pagata dall'INPS a chi si trova in alcune situazioni di difficoltà e ha almeno 63 anni e 5 mesi. Accompagna la persona fino all'età della pensione di vecchiaia, quando viene sostituita dalla pensione vera e propria. Non va restituita e non riduce la pensione futura, ma non è una pensione: per questo ha regole diverse su importo, rivalutazione e redditi.
La proroga per il 2026
La legge 199 del 2025, legge di bilancio 2026, all'articolo 1, comma 162, ha prorogato l'APE sociale fino al 31 dicembre 2026, senza cambiare i requisiti, e ha aumentato le risorse a disposizione per gli anni successivi. L'INPS ha recepito la proroga nella circolare n. 19 del 2026. Chi raggiunge tutti i requisiti entro la fine del 2026 può quindi accedere.
Le quattro categorie
Non basta l'età. Bisogna appartenere a una di queste categorie, ciascuna con un requisito di contributi:
| Categoria | Condizione principale | Contributi |
|---|---|---|
| Disoccupati | Perdita del lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale o fine di un contratto a termine (con 18 mesi di lavoro nei 36 precedenti), e NASpI interamente percepita | 30 anni |
| Caregiver | Assistenza da almeno 6 mesi al coniuge o a un parente di primo grado convivente con handicap grave | 30 anni |
| Invalidi civili | Invalidità riconosciuta almeno al 74 per cento | 30 anni |
| Lavori gravosi | Mansioni gravose da dipendente per 7 degli ultimi 10 anni o 6 degli ultimi 7 | 36 anni (32 per edili e ceramisti) |
Per le donne il requisito contributivo si riduce di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni. Una madre di due figli che ha assistito il marito con handicap grave può quindi accedere con 28 anni di contributi invece di 30.
Chi assiste un genitore e lavora ancora può guardare anche ai permessi della legge 104, che non richiedono di lasciare il lavoro.
Quanto vale e per quanto tempo
L'indennità è pari alla pensione calcolata al momento dell'accesso, ma con un tetto di 1.500 euro lordi al mese. È pagata per 12 mensilità, senza tredicesima, e non viene rivalutata ogni anno. Non dà diritto all'integrazione al minimo, non è reversibile ai familiari e durante il periodo non vengono accreditati contributi figurativi.
Un lavoratore con una pensione calcolata di 1.250 euro lordi al mese riceverebbe un'APE sociale di 1.250 euro, per 12 mesi l'anno. Una lavoratrice con una pensione calcolata di 1.800 euro riceverebbe invece 1.500 euro, il tetto massimo. In entrambi i casi l'importo resta fermo fino alla pensione di vecchiaia, quando si passa all'assegno pieno, calcolato anche sugli anni precedenti.
Gli importi sono esempi della redazione, non stime personali.
Lavorare durante l'APE sociale
Qui la regola è severa. Dal 2024 l'APE sociale non si può cumulare con redditi da lavoro dipendente o autonomo, con un'unica eccezione: il lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro lordi l'anno. Chi supera il limite perde l'indennità e deve restituire quanto ricevuto nell'anno. È una differenza importante rispetto alla pensione di vecchiaia, come spieghiamo nella risposta su chi lavora quando è già in pensione.
Le scadenze del 2026
La procedura ha due passaggi: prima la domanda di riconoscimento delle condizioni, poi la domanda vera e propria di APE sociale. Secondo il messaggio INPS n. 128 del 14 gennaio 2026, le domande di riconoscimento per il 2026 andavano presentate entro il 31 marzo e il 15 luglio, e comunque non oltre il 30 novembre 2026. Le domande presentate dopo le prime due scadenze vengono accolte solo se restano risorse.
L'INPS raccomanda a chi ha già tutti i requisiti di presentare insieme le due domande, per non perdere mensilità. Chi presenta solo la prima e aspetta la risposta rischia di ricevere l'indennità più tardi.
Un dettaglio per chi pensa ai lavori gravosi
La legge di bilancio 2026 ha escluso dall'aumento dell'età pensionabile del 2027 e del 2028 alcune categorie di lavori gravosi e usuranti. Lo stesso testo precisa però che l'esenzione non vale per chi, al momento del pensionamento, sta ricevendo l'APE sociale. Chi è in questa situazione dovrebbe fare i conti con attenzione, magari con un patronato, prima di scegliere.
Per chi conta, e che cosa controllare
- Avere compiuto, o compiere entro il 31 dicembre 2026, 63 anni e 5 mesi.
- Verificare di rientrare in una delle quattro categorie con i documenti richiesti: lettera di licenziamento, verbale di invalidità, certificazione dell'handicap grave del familiare, attestazione delle mansioni gravose.
- Contare i contributi sull'estratto conto, ricordando la riduzione per le madri.
- Presentare la domanda di riconoscimento entro il 30 novembre 2026, direttamente sul sito dell'INPS o tramite un patronato.
In sintesi
Nel 2026 l'APE sociale è ancora disponibile, con le regole di sempre: 63 anni e 5 mesi, una delle quattro categorie, 30 o 36 anni di contributi e un tetto di 1.500 euro lordi al mese. È un ponte verso la pensione, non una pensione anticipata. Per chi ha i requisiti, la data da segnare è il 30 novembre: dopo quella data, per quest'anno, la porta si chiude.
Fonti ufficiali
- INPS, circolare n. 19 del 2026, legge di bilancio 2026, proroga dell'APE sociale
- INPS, comunicato stampa sui termini APE sociale 2026
- INPS, APE sociale: verifica dei requisiti
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